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Così parlò Zarathustra

Così parlò Zarathustra

Paperback

Series: Triamazikamno Editions, Book 106

Philosophy

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ISBN13: 9798616443175
Publisher: Independently Published
Published: Feb 21 2020
Pages: 276
Weight: 0.90
Height: 0.62 Width: 6.00 Depth: 9.00
Language: Italian
Zarathustra è l'opera personale di mio fratello, la storia delle sue intime esperienze, delle sue amicizie, del suo ideale, dei suoi rapimenti, delle sue delusioni e delle sue sofferenze più amare. Ma soprattutto si delinea qui, splendente, l'immagine della sua più alta speranza, del suo fine più determinato. La figura di Zarathustra apparve fin dai suoi primi anni a mio fratello, il quale mi scrisse una volta d'averla già veduta in sogno quand'era bambino. A questa forma di sogno diede, secondo i tempi, nomi differenti; ma alla fine - è detto in una annotazione posteriore - io diedi la preferenza a un persiano. I persiani hanno, prima, pensato la storia in modo vasto e completo. Un susseguirsi di evoluzioni, ognuna presieduta da un profeta. Ogni profeta ha il suo Hazar ed il suo regno di mille anni. Le concezioni generali di Zarathustra sono, come la figura dell'annunziatore, di origine molto antica. Chi studi attentamente l'opera postuma del 1869-1882 troverà in embrione il ciclo di idee di Zarathustra, come per esempio l'ideale del superuomo che già si rileva in tutti gli scritti dell'autore dall'anno 1873 al 1875. Rimando al primo e secondo volume di questa edizione e cito soltanto i seguenti punti da Noi filologi: Come si può glorificare e lodare un intero popolo! Sono i solitari, anche presso i greci. I greci sono interessanti e importantissimi perchè hanno una moltitudine di grandi solitari. Come fu possibile ciò? Bisogna studiarlo. M'interessa unicamente la posizione di un popolo rispetto all'educazione dei singoli; e quella dei greci è certamente molto favorevole allo sviluppo dei singoli, non per la bontà del popolo, ma per la lotta dei cattivi istinti. Si può attraverso felici invenzioni educare il grande individuo in modo del tutto differente e più alto di quello nel quale egli fu educato finora attraverso il caso. Vi sono ancora speranze: allevamento dell'uomo importante (Vol. II, Considerazioni inattuali). Nel pensiero dell'allevamento del superuomo appare l'idea giovanile di Nietzsche che lo scopo dell'umanità è nei suoi più alti esemplari (oppure come egli dice ancor più chiaramente in Schopenhauer come educatore: l'umanità deve continuamente lavorare per educare grandi, singoli uomini - e questo e non altro è il suo problema. Ma gli ideali posti là quali i maggiori non sono più, ora, indicati come i tipi più alti dell'umanità. No, su questo futuro ideale di una futura umanità, il superuomo, il poeta ha ancora disteso il velo del divenire. Chi può sapere fino a quale splendore ed a quale altezza si eleverà! Il poeta esclama perciò con passione in Zarathustra, dopo aver esaminato il nostro maggiore concetto ideale, quello del Redentore, secondo il nuovo valore della misura: Mai ancora ci fu un superuomo. Li vidi nudi entrambi, l'uomo più grande e l'uomo più piccolo: - S'assomigliano ancora troppo l'un l'altro. In verità, anche il più grande lo trovai - troppo umano! Allevamento del superuomo, questa espressione fu più volte fraintesa. La parola allevamento significa: trasformazione attraverso nuove e più alte valutazioni, che devono regnare sull'umanità quali condottieri ed educatori del modo d'agire e della concezione della vita. Il pensiero del superuomo è soprattutto da comprendersi giustamente soltanto in connessione con gli altri insegnamenti dell'autore di Zarathustra: l'ordinamento gerarchico, la volontà di potenza, e l'inversione di tutti i valori. (Elisabeth Förster-Nietzsche)

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