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Publio Virgilio Marone - Bucoliche: complete di testo latino a fronte

Publio Virgilio Marone - Bucoliche: complete di testo latino a fronte

Paperback

Fiction AnthologiesGeneral Poetry

ISBN10: 151903699X
ISBN13: 9781519036995
Publisher: Independently Published
Published: Mar 11 2016
Pages: 124
Weight: 0.42
Height: 0.29 Width: 6.00 Depth: 9.00
Language: Italian
Le Bucoliche sono la prima opera poetica di sicura attribuzione di Publio Virgilio Marone. Fu redatta tra il 42 e il 39 a.C., quando Il poeta aveva una trentina di anni. Le poesie sono raccolte in dieci Egloghe. La loro pubblicazione fece conoscere Virgilio a Roma e gli consentì di entrare a far parte del circolo di Cilnio Mecenate, patrocinato da Ottaviano poi Augusto. Seguiranno poi le Georgiche e l'Eneide a completare la produzione letteraria di Virgilio e incoronarlo tra i sommi poeti. Già in quest'opera giovanile si evidenzia il genio del poeta e senza paragoni sono la grazia e l'eleganza dei versi. Le poesie sono ricche di deliziosi quadretti e pervase di arguzia. Virgilio canta vicende della vita di pastori, che percorrono boschi e campi di una Arcadia immaginaria e narra i loro dolori, i loro amori, i loro battibecchi. Virgilio attinse anche alle composizioni di Teocrito, ma la sua è un'opera del tutto originale, che si discosta dalle fonti che l'hanno ispirata. Abbiamo scelto di fare una traduzione moderna e scorrevole, fedele all'originale. Ma la sintesi, l'immediatezza e l'armonia la si gusta solo nel testo originale, quindi abbiamo inserito anche il testo latino a fronte. All'inizio di ogni Egloga, una breve presentazione ne illustra l'argomento e le Note aiutano alla comprensione. Vi sono una serie di Capitoli di approfondimento per capire l'ambiente nel quale Virgilio è vissuto, le usanze e il modo di poetare. Un capitolo è dedicato ai vari strumenti musicali citati nelle Egloghe e la biografia dà indicazioni sulle fonti usate. Molti sono i momenti di vera poesia che Virgilio ci offre. Un esempio dalla Egloga IX: Qua vieni, Galatea; che svago vi è infatti nelle onde? Qui primavera splendente, qui intorno ai fiumi, variegati fiori produce il terreno, qui un candido pioppo alla grotta sovrasta e le flessibili viti intessono luoghi ombrosi. Qua vieni; lascia che le onde furiose percuotano le spiagge. Huc ades, O Galatea; quis est nam ludus in undis?/ Hic ver purpureum, varios hic flumina circum/ fundit humus flores, hic candida populus antro/ imminet et lentae texunt umbracula vites./ Huc ades; insani feriant sine litora fluctus.

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